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Area Medica    Trasmissione
Sangue e materiale organico
  • Punture accidentali

  • Il virus dell'HIV sopravvive poco tempo al di fuori dell'organismo;
    il rischio di infezione per una puntura accidentale con una siringa è praticamente nullo, mentre, nel caso in cui vi sia la presenza di sangue fresco, il rischio può essere paragonato a quello di una esposizione professionale (la cui percentuale di rischio è stimata essere mediamente dello 0,3%).


  • Contatto con altri liquidi biologici

  • I liquidi biologici in grado di trasmettere il virus sono: il sangue, lo sperma, il liquido pre-eiaculatorio (prostatico), le secrezioni vaginali ed il latte materno.
    Altri liquidi biologici possono contenere il virus in quantità infinitesimali o minime.
    Non sono in grado di trasmettere il virus: le lacrime, il sudore, la saliva, l'urina, le feci, le secrezioni nasali, il vomito.

    E' importante sapere che, in alcune situazioni, anche questi liquidi possono contenere tracce di sangue (ad esempio nelle feci in presenza di emorroidi o nel vomito in presenza di ulcere) e per tale ragione è consigliabile utilizzare guanti per maneggiare tali sostanze.
    Inoltre è utile ricordare che il virus HIV si trasmette anche attraverso microlesioni e quindi non vanno utilizzati in comune rasoi, forbici e altri strumenti che tagliano, pungono o graffiano.


  • Scambio di siringhe

  • Gli aghi non sterili sono considerati possibile fonte di infezione in quanto già utilizzati da persone delle quali non si conosce la situazione sanitaria (non è sufficiente lavare la siringa con acqua o passare un accendino sull'ago per disattivare l'HIV).

    Il contagio, dunque, è conseguenza non di qualcosa che è ontenuto nelle droghe, ma degli strumenti impiegati per l'assunzione che, trattenendo una piccola quantità di sangue, possono determinare una microtrasfusione infetta.
    Anche il condividere altri oggetti utilizzati per contenere o preparare la dose di droga (cucchiaino, fiala, filtri, ecc.) può essere a rischio.

  • Trasfusioni e trapianti d'organo

  • Potenzialmente è possibile la trasmissione del virus mediante emotrasfusioni e trapianti d’organo. Ormai, però, in tutti i paesi industrializzati il sangue e i donatori di sangue e organi sono controllati con test per la ricerca di HIVAb sieropositività e per altre patologie a trasmissione ematica.
    E’ quindi ridottissimo il rischio di non individuare l'infezione, rimanendo limitato al periodo finestra.

    Un appello ad un grande senso di responsabilità va indirizzato specialmente ai donatori di sangue, affinché si rendano conto dell'importanza di evitare comportamenti a rischio per non trasformare quello che è un gesto di generosità in un veicolo di contagio.
    L'autodonazione in occasione di interventi chirurgici programmati è una buona prassi trasfusionale.


 
 
 
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