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U.O. Malattie Infettive - Az. Ospedaliera Ospedale Civile di Legnano |
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Area Medica Terapia |
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Terapia antiretrovirale
La terapia antiretrovirale ha lo scopo di limitare la moltiplicazione del virus HIV, consentendo la ripresa del sistema immunitario.
Con un trattamento efficace, la carica virale nel sangue (“HIV-RNA”) si riduce progressivamente fino a negativizzarsi.
Ciò non significa che la terapia consenta di eliminare completamente il virus dall’organismo: HIV rimane comunque cronicamente presente, ma, tenuto sotto controllo dai farmaci, ha scarsa possibilità di riprodursi e di creare danni ad organi e tessuti.
Contemporaneamente, le cellule del sistema immunitario (in particolare i linfociti CD4), non più danneggiate dall’azione di HIV, possono riprendere a moltiplicarsi e a svolgere al meglio la propria funzione di difesa dalle infezioni.
Tranne che in casi particolari, vengono adottate, per documentata maggiore efficacia, delle terapie d’associazione costituite da 3-4 farmaci anti-HIV attivi su diverse fasi biologiche del virus.
La scelta dei farmaci
La scelta dei farmaci da impiegare deve tenere conto di numerosi fattori, fra cui le condizioni cliniche di base del paziente, le possibili interazioni fra i medicinali, i numerosi effetti collaterali, la possibile resistenza del virus ed altro ancora.
Proprio per questo è fondamentale che la terapia antiretrovirale sia “costruita” su misura del singolo paziente
e venga impostata e controllata nel tempo da medici specializzati.
I principali parametri che ci indicano una buona efficacia del trattamento sono, come già ricordato sopra, la riduzione della carica virale e l’incremento dei linfociti CD4.
Il fallimento terapeutico
Una mancata risposta alla terapia può dipendere da varie situazioni, come la resistenza del virus ai farmaci (riconoscibile attraverso specifici test di laboratorio) o l’incostanza nell’assunzione del trattamento, per insorgenza di effetti collaterali, intolleranza soggettiva o mancanza di motivazione da parte del paziente.
Bisogna, a questo proposito, ricordare che esistono numerose opzioni terapeutiche, per cui, nella maggior parte dei casi, risulta possibile sostituire un regime terapeutico inefficace
o mal tollerato con un altro più adatto.
Presso alcune strutture specializzate, possono essere eseguiti test avanzati per valutazione delle resistenze di HIV ai farmaci (resistenze “genotipiche” e resistenze “fenotipiche”), utile ausilio nella scelta dello schema terapeutico ottimale.
La profilassi
Oltre alla terapia antiretrovirale, i soggetti HIV-positivi in scadenti condizioni immunitarie (meno di 200/mmc CD4) spesso necessitano profilassi farmacologiche (con antibiotici, antifungini o antivirali) finalizzate alla prevenzione di alcune infezioni opportunistiche (“profilassi primaria” per evitare la nuova insorgenza di una patologia, “profilassi secondaria” per prevenire recidive di un’infezione già presentatasi).
Tali regimi farmacologici, una volta intrapresi, vengono in genere mantenuti fino a restauro di livelli immunitari, stabili, di sicurezza.
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